COMITATO NO AFFI PAI
 

BENVENUTI NEL SITO DEL “COMITATO NO AFFI PAI”

 

Ecco il nostro parere e quello di alcuni cittadini, di esponenti delle forze politiche sul NUOVO PROGETTO DI VIABILITA' PER IL GARDA proposto dalla PROVINCIA e contrabbandato per il PIANO DELLE OPERE PROPOSTE DAI SINDACI

COMITATO NO AFFI PAI:

Tutte le considerazioni sul perché il 31 marzo sono superate. Di fatto abbiamo avuto conferma dei nostri timori, la Affi Pai ha solo cambiato nome ed ora potrebbe essere Costermano-Pai . Stranamente l’urgenza di risolvere la viabilità del medio e alto lago è evidentemente stata superata perché gli interventi concreti proposti riguardano per lo più le bretelle che si diramano dalla 450. Così gli amministratori da Castelnuovo a Lazise sono stati almeno in parte soddisfatti, non hanno più l’incubo della 450 a pagamento e dunque per loro tutto è  a posto o quasi se ci si riferisce solo al traffico. Se parliamo invece a più ampio respiro di vivibilità e qualità dell’ambiente lago, il problema rimane aperto. Chiaramente il loro interesse si fa più flebile perché si sa gli amministratori non hanno il tempo di essere lungimiranti essendo presi dal problemi di qui e ora. Concentriamo però l’attenzione sulle proposte da Affi verso nord.

Che cosa ha di diverso la proposta della provincia rispetto alla Affi Pai? Perché torna fuori una possibile nuova arteria che già in precedenza tutti avevano dichiarato di non volere? Che c’entrano le richieste dei sindaci in relazione alla viabilità ordinaria con questa fantascientifica proposta di un tunnel da 300 milioni di euro? Come verrebbe finanziato? Finanza industriale è sinonimo di finanza di progetto, ma una finanza di progetto deve necessariamente finanziarsi e come lo potrebbe fare? Non giochiamo con le parole, la gente non è stupida: a nostro parere il gioco è: oggi facciamo gli interventi sulla 450, che prima era entrata in gioco solo come finanziamento dell’opera Affi Pai dopo verrà il ponte di Peri (finalmente) e poi  dovrà trovarsi il modo per intervenire sulla zona a nord ma i soldi saranno finiti e allora, magia … riecco la finanza industriale per delle proposte di soluzione che non sono uguali alla precedente ma addirittura peggiorative. Dicono in provincia che i sindaci potranno scegliere se quest’opera oppure interventi di riqualificazione della viabilità esistente, ci pare che i Sindaci si fossero già abbondantemente espressi. Era il tipo di riqualificazione da studiare, non certo una nuova traccia di galleria!La tutela del nostro bene non solo ambientale ma di notevole importanza per l’economia dei territorio che di turismo del lago vive, delle sue zone fragili e uniche, della sua aria e delle sue acque è seriamente compromessa da interventi che vedono solo nella realizzazione di strade la soluzione dei, notevolmente amplificati, problemi della viabilità del lago. E rimane sempre la stessa domanda quando saremo a Pai, se mai ci arriveremo, dove andremo? Il mondo si ferma a Pai?

Non è stato reso noto fino ad oggi alcuno studio che possa giustificare la nuova costruzione e l’unica spiegazione è che si debbono fare dei sacrifici. Ci chiediamo in nome di cosa e in base a quali calcoli e previsioni si debba adesso accettare tutto questo. Ultima considerazione la novità di passare Castion attraverso la Val dei Mulini con sbocco in Val Longa è vecchia di 40 anni ed è sempre stata osteggiata dalle amministrazioni che negli anni si sono succedute.

  ……. In tutto il mondo le amministrazioni stanno  puntando sull’uso di mezzi pubblici o comunque di trasporto collettivo, per salvaguardare i centri storici e le zone più delicate, perchè  noi no? perchè dobbiamo accettare che sul nostro lago ad esempio si navighi a motore, si creino situazioni distruttive e a casa degli altri ciò non succede? Quando questa risorsa sarà rovinata lo sarà automaticamente anche la nostra economia e sarà troppo tardi!  Tutti gli operatori economici lungimiranti se ne rendono conto.

Ci batteremo con ancora più determinazione di prima per impedire che passi questo tipo di proposta perché vorrebbe dire accettare di continuare a sfruttare in modo incosciente un territorio che ha già dato troppo.

Il Comitato sta già organizzando ulteriori assemblee pubbliche per continuare ad informare i cittadini sulle proposte che continuano a cadere dall’alto proposte, molte delle quali, le più invasive, nessuno vuole, ha mai voluto, né ha mai chiesto.

Comitato  “ NO AFFI PAI”

Il Presidente dott. Maria Cristina Zanini

 

 

Sindaci già pronti a rivedere il piano

I sindaci presenti in Sala Rossa alla presentazione del piano viabilistico, pur complimentandosi per la rapidità di lavoro della Provincia, per lo più si sono riservati le valutazioni a un’analisi più approfondita, dopo che nei prossimi giorni riceveranno il verbale dell’incontro, sul quale potranno apporre correzioni da dare alla Provincia prima che il piano sia spedito alla Regione.
In prima fila il sindaco di Costermano, Fiorenzo Lorenzini:
«Questo piano ripropone la AFFI
- PAI in versione peggiorativa, prevede lo stesso tracciato. Progetto che noi non abbiamo mai chiesto e di cui non abbiamo potuto discutere; dopo il primo incontro con Sebastiano non siamo più stati convocati. Poiché è una delle proposte per quel tratto, chiediamo non venga presa in considerazione. Diversamente verrebbe tagliata la Val dei Molini da San Verolo, con un viadotto che rovinerebbe la zona Sic».
Più precisamente, sottolinea un tecnico della Provincia,
«verrebbe realizzata una galleria da San Verolo (Castion) a PAI
, dal costo di 300 milioni. Ipotesi che oltre ad essere la più costosa è anche la meno utile, perché converge il traffico in due punti: in entrata e in uscita, mentre la filosofia del piano è quella di diramare il traffico in più punti attraverso il pettine». Mentre il sindaco di Brenzone, Giacomo Simonelli, la considera «l’ipotesi più costosa ma la meno dolorosa». Come il vicesindaco di Bardolino, Adelino Avanzini, che ha detto: «Le soluzioni per il nostro paese sono state accolte. Alcuni interventi vanno bene, altri no, qualche sacrificio è da digerire». Tra chi non ha accolto bene il piano il presidente della Comunità Montana del Baldo, Cipriano Castellani: «La Provincia ha fatto un buon lavoro per l’operatività del progetto, che va bene fino a Castion. Lo vedo però modesto per l’alto lago e la montagna: non si riqualifica la strada Villanova-Brenzone né la circonvallazione a San Zeno di Montagna. Tutto è accentrato verso il lago, creando isolamento al Baldo».A.S.

Roberto Bonometti, sindaco di AFFI, commenta: «Il piano della provincia lo ritengo fattibile fino ad AFFI, poi diventa un libro dei sogni, buttato lì, tanto è talmente impossibile la sua realizzazione che non avrà nessun seguito. Ritengo le due gallerie proposte a Cavaion e a Castion prive di senso, per costi, impatto ambientale e fattibilità. Considerazioni che metterò per iscritto ed invierò alla Provincia».

 

Giorgio Passionelli, sindaco di Torri:«Lo studio non fa altro che riprendere quello che era già previsto dalla AFFI-PAI, con la differenza che prima era finanziato e ora non più. Anche se sappiamo già, visti gli importi degli interventi che dovremo ritornare ai progetti di finanza, quindi torniamo da capo. Continuiamo a girare a vuoto: non ci aspettavamo di più, sapevamo già come andava a finire. Devo dire che mi sarei aspettato almeno una analisi per un sistema integrato di trasporti alternativo a nuove strade».

 

San Zeno, Adriano Peretti: «L’impressione che abbiamo avuto è che sia cambiato poco dal progetto originario e che siano state completamente disattese le aspettative dell’alto lago, Costermano e San Zeno, come la riqualificazione per esempio della Villanova-Brenzone che avevamo richiesto. I Comuni del lago più grossi sono stati accontentati con le bretelle, mentre San Zeno è stata lasciata isolata. Poi la galleria San Verolo-PAI da dove è nata l’idea? Non ci risulta sia stata proposta da nessuno»


Assessore regionale ai lavori pubblici, Massimo Giorgetti, (An): «La Provincia ha proprio "cannato" e ha sancito un "chi se ne frega!" È stato detto che non vogliamo interventi che stravolgano il territorio, ma migliorino i punti neri della viabilità che ci sono. Ma ci troviamo riproposta la AFFI-PAI. Ciò dopo che il Consiglio regionale ha deliberato dicendo no a questo intervento infrastrutturale e stanziato anche 100 mila euro per uno studio alternativo. Ci aspettavamo quindi un elenco di interventi a stralci e graduati, con delle priorità, per dare risposte alla popolazione. Sparare cifre impossibili come quelle previste dal piano, vuol dire non aver capito le esigenze del territorio». «A questo punto», sottolinea Giorgetti, «spero sia stato un errore, perché se ci fosse l’insistenza di ripresentare un progetto bocciato a tutti i livelli, si aprirebbe un problema politico fiduciario verso tecnici, assessori e presidente della Provincia. Si corregga la proposta, poichè c’è stato un voto del consiglio regionale che cancellava il financing-project della AFFI-PAI»

 

Consigliere regionale PD Franco Bonfante:

Il Presidente della Provincia ha finalmente presentato la scorsa settimana il piano per la mobilità del Garda: gallerie, ponti sull’Adige e poi strade e ancora strade, una delle quali è quella Affi – Pai, divenuta famosa qualche mese fa perché, pur già progettata e finanziata,  non era voluta da nessun Sindaco e da nessun cittadino, tanto da essere bocciata dal Consiglio Regionale Veneto praticamente all’unanimità. Oggi l’Affi - Pai viene riproposta  quasi uguale, come se nulla fosse, e vengono proposte per la viabilità del lago e dell’entroterra gardesano opere così costose e irrealizzabili da sembrare  messe lì apposta per farsi dire di no e nel contempo per dimostrare che per finanziare qualche realizzazione occorre necessariamente trasformare a pedaggio  la Strada regionale 450 che da Castelnuovo porta ad Affi. Non è superfluo quindi ricordare la posizione del Partito Democratico al riguardo:

1)      No alla Affi – Pai

2)      Sì al miglioramento della viabilità locale e alla realizzazione di strade a pettine verso il lago a costi ragionevoli;

3)      No alla trasformazione a pedaggio della SR 450 che sposterebbe il traffico sulle strade locali ed urbane;

4)      Sì allo studio di forme alternative di mobilità, come quella  progettata e finanziata dallo Stato nel 2001 e, purtroppo, mai attuata dalla Regione Veneto, che prevedeva un sistema di metropolitana sull’acqua, con l’utilizzo di battelli che univano i vari paesi lacuali con corse periodiche a brevi intervalli di tempo.

                                                                                     Franco Bonfante

 

 

Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente, non risparmia bordate: «Già la proposta di Chisso era ritenuta da noi ambientalisti demenziale, questa della Provincia è peggio, poiché trasformerebbe il territorio gardesano in un groviglio di strade, ponti e gallerie». «Poi», precisa, «non viene valutata una mobilità alternativa: si continua a dire che va ridotto il traffico e poi si riprongono nuove arterie che porterebbero al collasso il Garda. Viene riproposto lo stesso tracciato della AFFI-PAI, alla faccia di tutti. La Provincia prima ha alzato gli scudi contro Chisso e poi fa quello che gli ha chiesto».

 

Deputato ITALIA DEI VALORI: on. Antonio Borghesi:

Ho già avuto modo di dichiararlo l'altro giorno nel corso di un dibattito.
Ora è chiaro il motivo per il quale nel piano Anas non c'è più la variante alla Statale 12 tra Buttapietra e Verona (indicata nell'area inseribilità) mentre è entrata invece inopinatamente una "Variante alla Statale 12 tra Affi e il Lago di Garda" con un importo di 105 milioni di Euro. Evidentemente qualcuno ha deciso che là bisogna spendere.
Prepariamoci ad una nuova battaglia tanto più difficile se dovesse vincere Berlusconi.
Cordialmente.
 
Antonio Borghesi

Sig. Cristina Mazza

Cari amici, ieri ho dato un’occhiata a “L’Arena” e letto quali sono i progetti per la viabilità sul Garda in alternativa all’Affi-Pai. Purtroppo mi pare che si stia cadendo dalla padella alla brace. Siamo ben lontani dalla salvaguardia del territorio: si cerca comunque di far affluire una sempre maggior quantità di automobili (=inquinamento) e di costruire una tale rete di nuove strade,( e poi arriveranno anche le case). Non si salvano nemmeno il  Baldo e S.Zeno di Montagna dove anche di domenica in estate onestamente non ho mai visto queste gran code di automezzi né ingorghi……non parliamo poi delle cosiddette strade a pettine che dovrebbero essere realizzate fra Affi Cavaion Calmasino e Bardolino. Possiamo ben dire addio a quanto rimane di queste povere colline. Voi che ne dite? Avrete sicuramente letto l’articolo, anzi certamente avrete notizie più aggiornate. Fatemi sapere. Spero che continuerete la vigilanza e, se possibile, la protesta. Avete visto quelle tonnellate di cemento orribile che hanno costruito ai piedi della Rocca di Garda? Continuando di questo passo dove si finirà? Sono stata qualche giorno per vacanza-lavoro in Baviera. Ebbene, in quattro giorni di permanenza e girando parecchio fra l’Austria e Monaco ho visto solo boschi verdissimi e graziosi paesini. Niente gru, niente cantieri, niente orribili costruzioni “moderniste” che oltraggiassero il paesaggio. Appena ritornata mi ha ripreso la rabbia e la depressione: il lago di Garda è ormai tutto un cantiere.  E per avere la conferma che si persegue in modo scellerato una malintesa idea di “progresso” basta andare a Garda e vedere quali orribili lampioni abbiano installato nel centro storico in nome di non si sa quale “ristrutturazione”. Ma, dico io, se gli amministratori locali dimostrano una tale assenza di buon gusto e discernimento perfino nel piazzare quattro  lampioni, come ci si può fidare che anche queste cosiddette “migliorie” alla viabilità siano condotte con intelligenza e rispetto del territorio cercando di causare il male minore ?

Grazie per l’attenzione.

Se volete, potete rendere pubblico questo mio sfogo sul sito o dove ritenete opportuno.

Cristina Mazza

Francesca, abitante di Bardolino
Ciao Cristina, ho buttato giù qualche idea e ve la mando.  
 
Abbiamo raccolto 5/10.000 firme per dire un sonoro NO al progetto della Regione Veneto di una strada "tubo", per giunta a pagamento, che collegasse Castelnuovo del Garda con Pai, con la scusa che la strada "Gardesana" d'estate, in certi orari di punta e a tratti,  può essere intasata. Bella forza! Vogliamo attirare milioni di turisti, perchè di questo si alimenta la maggiore "industria" della zona, e pretendiamo di non subirne la logica conseguenza che è un traffico intenso e a volte, inevitabilmente congestionato!
Ora la Provincia, accogliendo le proposte dei sindaci,  pare voglia riproporre lo stesso progetto con la variante di spezzare il "tubo" in più punti e collegarlo direttamente al basso lago con bretelle di collegamento (a Colà, Lazise, Cisano, Bardolino, Garda) e tangenziali che dovrebbero "bay-passare" i piccoli centri (Calmasino, Albarè, Castion) che ora fanno da imbuto per il traffico e creano disagi alla popolazione locale. L'idea, relativamente al basso lago, potrebbe anche essere condivisibile, sempre che non finisca per portare invece altro  traffico. Qualche intervento di snellimento sarà sicuramente utile.  
Ma per quanto riguarda il tratto Affi-Pai ripetiamo invece un bel NO, perchè nulla cambia rispetto al vecchio progetto. Sarebbe una nuova strada, una vera e propria ferita, da inserire in un contesto interessante dal punto ambientale-paesaggistico che non portà servire in nessun modo a snellire il traffico della strada Gardesana, anzi  potrebbe finire per portare altro traffico su un tratto già molto congestionato e praticamente privo di parcheggi. 
E' stato valutato quanto del traffico della "Gardesana" è interessato a raggiungere l'alto lago? Chi ha stabilito che gli intasamenti, che normalemte si registrano nel tratto Peschiera-San Vigilio, sono determinati da chi vuol raggiungere l'alto lago, da giustificare perciò la realizzazione di una strada tanto devastante?  Vogliamo prendere atto che chi intasa il basso lago è lì che vuole andare perchè lì è stato attratto (vedi Gardaland e altri parchi, paesi di forte richiamo come Lazise, Bardolino e Garda)? 
Forse il giusto approccio al "problema" traffico è quello di considerarlo unicamente come un campanello di allarme che ci indica che il lago ha raggiunto il suo livello massimo di ricezione. 
Invece di pensare ad altre strade, che altro non possono fare che portare altra gente, è ora di fermarsi nella creazione di nuove strutture ricettive  e pensare a come conservare questa magnifica risorsa che è la zona Lago di Garda e Monte Baldo: perchè continui ad essere una "risorsa" naturale e conseguentemente turistica.
Perchè non pensare a come ridurre il flusso delle auto sulla strada Gardesana studiando un piano di parcheggi da realizzare "a monte" e da collegarre alle varie località lacustri con navette in servizio continuo? .. Perchè non vedere come fare in modo che chi raggiunge, inevitabilmente in macchina,  quell'enorme città estiva che è formata da tutti i campeggi posti lungo l'intera Gardesana, non la usi più per tutto il perido di permanenza al lago e si sposti con le stesse  navette? 
Certo sono tutti palliativi (come lo è, per esempio,  la soluzione adottata per Gardaland che  forse ha "sollevato" un pò la strada Gardesana  ma sta creando code infinite verso il casello autostradale di Peschiera ... e allora che facciamo? .. quello non è un problema da risolvere? .. se qualcuno la domenica sera deve raggiungere velocemente l'ospedale che fa?) ma dobbiamo prendere atto che attrarre tanto turismo comporta inevitabilmente affollamento e traffico. 
L'unica soluzione è quella di migliorare la viabilità esistente la dove è possibile (rotonde al posto dei semafori (vedi Albarè) e piccole tangenziali che superino i centri abitati (vedi Castion)) .. e accettare qualche disagio, che però i residenti, che conoscono bene il territorio, possono ridurre di molto frequentando strade e stradelle alternative. 
Ma anche questo è turismo, bellezza! 
 
Abitante di Costermano aderente al Comitato
 

L’opposizione del Comitato alla Affi-Pai è sempre stata propositiva. Motivata perché si è sempre insistito con argomentazioni sostenute da studiosi e tecnici sul perché una strada in più non possa risolvere il problema traffico. Si è sempre cercata la discussione sulla sistemazione dell’esistente sapendo benissimo come questo non sia sufficiente e proponendo per altro la seria progettazione di un programma complesso che affronti le cause quale il continuo aumento della cementificazione e di pari passo lo studio di un sistema pubblico di trasporto. Si è sempre cercato di far capire l’importanza di salvare  quanto rimane di un territorio a rischio. La zona interessata dalla nuova costruzione come sappiamo, è particolarmente fragile dato che la piana Affi-Caprino-Costermano è già stata ampiamente falcidiata da costruzioni cementifere cresciute in modo disordinato e disgregato. La parte a monte della piana e cioè da S. Verolo in su rappresenta uno dei pochissimi punti dell’entroterra che può ancora vantare una certa omogeneità paesagistica (non certo per lungimiranza amministrativa ma unicamente perché essendo zona collinare vincolata meno appetibile fino ad ora per interessi immobiliari). Si è sempre insistito quindi, non solo sulla preservazione esteriore, ma anche sulla pericolosità geologica, a cui si andrebbe incontro con proposte di gallerie e trafori.

 

A parole tutti siamo preoccupati della situazione ambientale della zona Baldo – Garda ed a parole tutti siamo interessati a trovare soluzioni, ma come sempre viene messo in conto il sacrificio da compiere. Non si capisce perché dopo mesi di relazioni, studi, incontri, proposte di confronto, richieste per conoscere lo stato delle proposte in Provincia, si arrivi ad un progetto raffazzonato non sappiamo da chi, che ancora una volta in nome di un progresso ormai stantio, ripropone con semplici tratti di penna, soluzioni vecchie di 40 anni, che come dice il Presidente Mosele, andranno ad impattare la viabilità, senza secondo noi risolvere i veri problemi esistenti. La bozza di progetto presentata in Provincia, ricalca anche nel metodo quanto veniva imposto dalla Regione: non viene dato ascolto alle priorità dei Sindaci; è stato redatto dopo un unico incontro con questi e tutt’ora vi è la stessa “segretezza” sulle carte. Non è stato reso noto alcuno studio, che possa giustificare la nuova costruzione. Ci chiediamo in nome di cosa ed in base a quali calcoli e previsioni si debba adesso accettare tutto questo.
 
 
Sig. Gianni Brentegani,

Se è vero che il famigerato progetto di costruire l’autostrada Affi – Pai, presentato dalla Regione, è stato sconfitto, è altrettanto vero che un nuovo progetto per la Affi – Pai l’ha partorito alla chetichella la Provincia.

Questa riproposta è ancora più devastante della prima in quanto il suo percorso prevede l’utilizzo della Val Longa: E’ INCREDIBILE!!!

Gente svegliamoci: Costermano, Castion, Marciaga verranno sepolte dal traffico automobilistico. Paesaggisticamente e quindi turisticamente non avranno più nessun valore, se si permetterà la realizzazione di questo scempio, queste splendide località saranno destinate a diventare luoghi di solo transito, favorendo così l’incremento del traffico diretto al lago ed alla costiera del Baldo.

Purtroppo chi è nato e vive in questi luoghi, abituato com’è a vivere nella bellezza straordinaria delle dolci colline, del silenzio delle valli, delle case coloniche e delle antiche contrade, non si rende conto che questi musei a cielo aperto, patrimonio di tutti, devono diventare l’orgoglio ed il vanto della comunità.

Secondo me, è mancato nella popolazione, il processo di sensibilizzazione necessario a diffondere la cultura del turismo lento e di relax, che sicuramente costituisce il futuro trainante dell’economia locale.

Dio ci ha affidato questo straordinario patrimonio e noi tutti abbiamo il sacrosanto diritto ed anche il sacrosanto dovere di difenderlo e valorizzare la sua naturale bellezza.

Questo territorio è patrimonio di tutti ed i “POTERI FORTI” e “PREPOTENTI”, non devono utilizzarlo, con scempi irrimediabili per il loro esclusivo interesse.

“IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI” (Goya)

 Caris Carlo: turista abituale del lago e del suo entroterra

E’ veramente incredibile,quali danni possano causare gli interessi privati. Ma come… si era appena scongiurata la realizzazione di quel disastro ecologico denominato Affi-Pai, proposto in Regione, che ecco, come d’incanto, la più bieca politica, atta a favorire i propri interessi privati, estrae dal cilindro magico, questa volta in Provincia, la famigerata Affi-Pai.

Come? Ma mascherando il tutto, subdolamente, con interventi sulla 450.

Ma i proponenti cosa credono, che possono prendere impunemente per i fondelli la gente??? Non saremo avvezzi alla politica ma capiamo benissimo il loro scopo: per adesso si realizzano gli interventi sulla 450 (la zona del basso lago) dando un contentino ai comuni interessati, poi quando inevitabilmente i soldi saranno finiti, verrà riproposto il finanziamento industriale con danni ancor più gravi di quelli proposti in precedenza.

Il problema non si risolve con la costruzione di nuove strade. E’ inevitabile… Più strade = più traffico ed inquinamento… così non si risolve nulla.

Ma perché la gente del luogo non capisce cosa si prospetta con le nuove realizzazioni? E semplicissimo… Deturpazione del territorio, rovina dei delicati ecosistemi, fine della possibilità di godere e di far godere di luoghi di rara bellezza, con i loro borghi antichi, con le vallate e le colline incontaminate… Se non si salvaguarda tutto ciò, la popolazione locale perderà inevitabilmente la possibilità di sfruttare le uniche risorse atte a sviluppare il turismo, che è il futuro dell’economia locale. Gente uniamoci compatti contro questo nuovo sopruso! Non permettiamo a pochi di arricchirsi con un patrimonio di inestimabile valore che è di tutti. Lo dobbiamo anche alle generazioni future. Se non si salvaguarda il territorio, cosa troveranno i nostri figli in futuro? Cemento? Piloni? Gallerie? Bella soddisfazione… Solo lottando compatti e non rassegnandosi inermi, si impedirà ai POTENTI di arricchirsi deturpando un bene di valore inestimabile e che è soprattutto, un bene di TUTTI.

Informazioni e contatti: telefono: 0456200136 – 3484765672 – 0457235051 – 0456201146

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