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.... Da qui sale sulle pendici del Monte Belpo, lambendo uno degli iconemi previsti dal Piano

d’area, giunge attraverso strade silvo-pastorali, all’abitato di Pizzon. Tale contrada è classificato dal

PRG del Comune di Costermano come Centro Storico dove non è possibile alcun tipo di nuova

costruzione. Proseguendo oltre si ritorna sul tracciato di strade silvo pastorali ( così classificate

anche dalla Comunità del Baldo che ne ha finanziato la sistemazione) fino a San Zeno di Montagna.

Una prima considerazione da fare è che per rendere transitabile un simile tracciato si provocherebbe

uno sfregio alla costa del Monte Belpo. Le caratteristiche morfologiche della zona renderebbero poi

difficile realizzare tale opera dovendo attraversare valli e boschi, pineta e castagneti che le norme di

piano sembrano voler tutelare. Non recepisce inoltre quanto richiesto dalle amministrazioni locali,

dai cittadini, associazioni e comitati in occasione della proposta (ormai stralciata dalla regione

veneto stessa) di costruzione della nuova strada Affi Pai. Quando tali soggetti chiedevano di non

costruire nuove strade ma di utilizzare quelle esistenti certamente non si riferivano a quelle silvopastorali

ma alle strade provinciali esistenti. All’obiezione che non si tratta di una “Gardesana Bis”

si evidenzia la particolare inutilità del tratto S. Rocco di Pesina – San Zeno di Montagna, in quanto

dalle tavole allegate, la strada si ferma in prossimità di località Camille e non interconnette proprio

nulla., devastando invece in modo massiccio il territorio attraversato e che il piano dichiara di voler

tutelare.

Con tale osservazione chiediamo, per le motivazioni di cui sopra, quindi lo stralcio della viabilità di

connessione territoriale sopra descritta.

 

....il problema della tutela e del rispetto per il paesaggio è un fatto intimo, da riportare alla coscienza individuale, anche se rientra tra i grandi fatti territoriali, collettivi e addirittura planetari. Non servono prediche, indicazioni disciplinari pesanti, ma solo la lieve carezza di uno sguardo verso il maggiore dei doni che ci sono stati dati sulla Terra e che quindi deve essere amato e rispettato, come bene sacro, troppo spesso tradito in cambio di beni puramente materiali» (E. Turri)